L'impianto di ossicombustione di Peccioli si farà
La Giunta regionale approva la delibera di compatibilità ambientale per il primo impianto a tecnologia flameless a Peccioli. Il presidente Giani: Risultato storico, superiamo la logica di inceneritori e termovalorizzatori.

La Giunta regionale della Toscana, come riporta Toscana Notizie, ha approvato la delibera che dichiara la compatibilità ambientale per la realizzazione del nuovo ossicombustore a Peccioli, in provincia di Pisa. L'infrastruttura sorgerà all'interno del polo impiantistico del "triangolo verde", situato in località Legoli. Si tratta di un impianto di ossidazione termica senza fiamma destinato allo smaltimento dei rifiuti solidi urbani non riciclabili, che aveva già ottenuto l'autorizzazione definitiva nel giugno scorso.
Il progetto è promosso da Novatosc Srl e da Belvedere Spa, la società a partecipazione pubblica e popolare del Comune di Peccioli.
Scomposizione molecolare e zero emissioni
L'impianto si basa su un principio innovativo che sfrutta un ambiente ad altissimo surriscaldamento per determinare la scomposizione molecolare dei rifiuti solidi urbani. Tale processo consente di trasformare gli scarti in energia e materia riutilizzabile, azzerando le emissioni nell'atmosfera e superando i tradizionali sistemi di smaltimento.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, ha espresso profonda soddisfazione all'indomani del via libera della Giunta:
«Con il via libera alla realizzazione dell'impianto di ossicombustione siamo di fronte ad un risultato storico per la Toscana, che permetterà di realizzare a Peccioli un impianto che ci permetterà di passare, in modo determinante, da quello che è un onere di smaltimento dei rifiuti in discarica, ad un sistema moderno capace di superare anche l'utilizzo degli inceneritori, i termovalorizzatori, perché, grazie all'ossicombustione, si fonda sulla distruzione e la trasformazione in energia dei rifiuti solidi urbani».
Il governatore ha sottolineato come l'infrastruttura sia la prima in Italia di tali dimensioni e portata, collocando la regione all'avanguardia nell'ambito dell'economia circolare:
«Si supera la logica degli inceneritori e dei termovalorizzatori e si entra in una dimensione tecnicamente più evoluta, che non prevede emissioni nell’atmosfera ma, invece, una scomposizione molecolare che porta nell’ottica dell’economia circolare a creare materia che si trasforma in energia. Peccioli sarà il luogo di sperimentazione e di indirizzo di una Toscana che anche sui rifiuti saprà essere autosufficiente, non ricorrendo ad allocare fuori dalla regione i rifiuti ma che saprà con questo rigenerare la propria autosufficienza nello smaltimento».
Autosufficienza regionale
L'entrata in funzione dell'ossicombustore garantirà alla Toscana la piena autosufficienza nella gestione dei rifiuti non riciclabili, eliminando la necessità di trasferire gli scarti verso altre aree del Paese.
«Il risultato finale è che quindi non si determina nessuna emissione nell'aria e che i rifiuti si trasformano in energia. Tutto questo consentirà l'autosufficienza della Toscana perché avremo la possibilità di evitare quei viaggi dei rifiuti verso la Lombardia e il Veneto, verso termovalorizzatori in altre regioni».







