La scossa di Vecoplan al settore del riciclo dei rifiuti
Vecoplan lancia sul mercato nuove tecnologie, come il trituratore mobile VEZ 3300 e Dry Cleaner, un macchinario per il lavaggio a secco delle plastiche.
Vecoplan ha recentemente presentato a IFAT 2026 nuovi prodotti innovativi, come un nuovo trituratore mobile e una macchina per il lavaggio a secco delle plastiche. Recycling Industry ha avuto il piacere di parlare con Fabio Venturoli, responsabile vendite Vecoplan Italia, per approfondire i nuovi macchinari presentati.
Recycling Industry: Quest’anno Vecoplan si presenta con novità che sembrano segnare un cambio di passo, specialmente nel settore del mobile. Qual è la strategia dietro il nuovo VEZ 3300?
Fabio Venturoli:
Con il nuovo VEZ 3300, ora in versione anche mobile, Vecoplan entra con decisione in una nicchia di mercato dove prima non era presente. Il nuovo trituratore mobile è la macchina più grande mai costruita dall'azienda, dotata di un rotore da 3300 mm. Si tratta di una soluzione "plug-and-play" che non richiede opere civili o fondamenta: può essere installata e messa in funzione immediatamente, garantendo una flessibilità totale nei siti di gestione dei rifiuti e materiali riciclabili.
Recycling Industry: Tecnicamente, cosa distingue la versione mobile da quella stazionaria?
Fabio Venturoli:
Esteticamente le due versioni sono simili, ma quella mobile è dotata di un carro cingolato di nuova concezione per la movimentazione e di un nastro trasportatore ripiegabile per facilitare il trasporto. Il cuore tecnologico è il motore elettrico sincrono a magneti permanenti HiTorc, estremamente efficiente e praticamente esente da usura grazie al fatto che è collegato direttamente al rotore senza alcun organo di trasmissione. La particolarità della versione mobile è il suo sistema ibrido: un generatore diesel alimenta esclusivamente le utenze idrauliche (come lo spostamento dei cingoli, l'apertura dei portelli di manutenzione e la gestione del nastro) mentre per azionare il rotore è necessario l'allacciamento alla rete elettrica. Questa scelta consente di combinare mobilità e prestazioni eccezionali: una portata oraria fino a 80 tonnellate l'ora con un consumo energetico incredibilmente contenuto.
Recycling Industry: Come viene gestita la pezzatura in uscita?
Fabio Venturoli:
Il VEZ3300 è caratterizzato da una estrema flessibilità permettendo di passare dalla triturazione primaria ad una secondaria molto spinta, con griglie che possono scendere fino a 50 mm. Anche la dimensione dei coltelli di taglio o la geometria del rotore può essere adattata a seconda dell’applicazione.
Recycling Industry: Quali innovazioni tecnologiche consentono al VEZ 3300 di ottimizzare il processo di triturazione?
Fabio Venturoli:
La macchina è principalmente pensata per la produzione di combustibili alternativi (CSS) da rifiuti domestici e industriali, oltre che per la triturazione del legno. In tutti questi casi, mantenere costante il gap di taglio è uno degli aspetti fondamentali per garantire un corretto processo di triturazione e il VEZ3300, così come per gli altri trituratori Vecoplan, è dotato di controlame che vengono regolate in modo automatico mantenendo costante la distanza di taglio rispetto ai coltelli, senza necessità di interventi manuali. Questo garantisce che il processo di triturazione sia sempre ottimale, abbassando il consumo energetico, mantenendo un’elevata omogeneità e qualità del materiale triturato e allo stesso tempo riducendo i tempi di manutenzione. Questo sistema rappresenta decisamente una delle migliori innovazioni che Vecoplan ha introdotto sulle sue macchine e sta riscuotendo un enorme apprezzamento e riconoscimento non solo da parte dei nostri clienti ma anche dagli stessi competitor!
Recycling Industry: Passiamo al secondo prodotto presentato, il "Dry Cleaner". Perché avete scelto di puntare sul lavaggio a secco delle plastiche?
Fabio Venturoli:
La spinta arriva dalle nuove normative europee, come il PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), che impongono quote obbligatorie di materiale riciclato negli imballaggi.
Un’altra sfida è rappresentata dal fatto che la plastica vergine è spesso più economica di quella riciclata, rendendo difficile utilizzare materiale riciclato in modo economicamente conveniente.
La tecnologia di lavaggio a secco, sviluppata integrando le tecnologie della nostra sussidiaria Pla.to, elimina l’uso dell’acqua, una risorsa sempre più scarsa e costosa, e offre quindi particolari vantaggi nelle situazioni in cui il lavaggio a umido non è necessario. Inoltre, elimina la necessità di asciugare il materiale prima delle successive fasi di lavorazione. Questo riduce drasticamente i costi operativi e rende il processo di riciclo ancora più efficiente e sostenibile dal punto di vista ambientale.
Recycling Industry: In quali settori vedete le maggiori applicazioni per questa tecnologia di pulizia?
Fabio Venturoli:
Il Dry Cleaner è particolarmente adatto all’impiego in applicazioni di riciclo chimico, un settore nel quale stiamo riscontrando un forte interesse anche in Italia. I requisiti richiesti al materiale in ingresso variano a seconda del metodo e del processo utilizzato.
Ma vediamo potenziale anche nel riciclo meccanico per plastiche di medio-bassa qualità, come cassette della frutta o altri prodotti caratterizzati da un valore relativamente basso; se il grado di pulizia a secco si rivela adeguato per i processi a valle, avremo fatto un enorme salto in avanti in termini di efficienza e sostenibilità.
Recycling Industry: Quali sfide si pone Vecoplan con queste macchine?
Fabio Venturoli:
L'obiettivo è colmare il divario tra le ambizioni normative e la realtà industriale. Che si tratti di ottimizzare la geometria di taglio per risparmiare fino al 30% di energia nella triturazione o di implementare processi di pulizia applicativo-specifici, vogliamo offrire soluzioni che rendano il riciclo non solo un obbligo ecologico, ma un vantaggio economico reale per le aziende.






