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Trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale: il nuovo polo di Druento

Trattamento dei rifiuti da spazzamento stradale: il nuovo polo di Druento

L’impianto gestito da Cidiu Servizi segna un punto di svolta per la gestione dei residui stradali in Piemonte, trasformando un rifiuto complesso in materia prima certificata per l'edilizia.

I rifiuti derivanti dalla pulizia meccanizzata delle strade (codici EER 20.03.03 e 20.03.06) rappresentano da sempre una sfida per i gestori a causa della loro composizione merceologica estremamente variabile, influenzata dalla stagionalità e dal contesto territoriale. Non essendo tecnicamente idonei ai processi di termodistruzione, questi materiali richiedono processi di recupero dedicati che, fino ad oggi, venivano spesso effettuati fuori dai confini della regione Piemonte.

Il progetto e l'infrastruttura

Il nuovo impianto, situato a Druento (TO) in Strada Cassagna, è di proprietà del Consorzio C.A.DO.S. e gestito da Cidiu Servizi S.p.A.. L'opera è stata realizzata con un investimento di 6 milioni di euro, finanziato quasi interamente tramite i fondi del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza). Con una capacità autorizzata di 30.000 tonnellate annue e una potenzialità di trattamento di 11 tonnellate all'ora, la struttura garantisce una maggiore autonomia impiantistica al territorio, servendo numerosi operatori del settore.

Tecnologia e processo: il "soil washing"

Il cuore tecnologico del sito è un processo automatizzato di soil washing, basato su tecnologia brevettata, che articola il trattamento in tre sezioni principali: separazione delle frazioni solide, trattamento dei liquidi e disidratazione dei fanghi. Il flusso di trattamento prevede:

  1. Prevagliatura per la rimozione dei rifiuti misti.
  2. Deferrizzazione magnetica per il recupero dei materiali ferrosi da inviare a centri specifici.
  3. Lavaggio e separazione per l’ottenimento degli aggregati inorganici e della frazione organica.

L'impianto vanta un alto profilo di sostenibilità: oltre il 75% dell'acqua di lavaggio viene depurata e riutilizzata internamente, e l'energia elettrica impiegata proviene al 100% da fonti rinnovabili certificate.

Verso la chiusura del ciclo: recupero di materia

Il processo permette di separare efficacemente la frazione organica, che viene trattata nell'impianto di compostaggio adiacente, dagli aggregati riciclati. Questi ultimi (sabbia, ghiaino e ghiaietto) sono prodotti con un contenuto di materiale riciclato pari al 100%, sono marcati CE (sistema di attestazione 2+) e risultano pienamente conformi ai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per l'edilizia secondo la prassi UNI/PdR 88:2020.

Il successo di questa infrastruttura risiede nella capacità di trasformare un rifiuto in una risorsa strategica. I materiali ottenuti — nello specifico la sabbia (0,063-2 mm), il ghiaino (2-8 mm) e il ghiaietto (8-20 mm) — perdono la loro natura di scarto per diventare veri e propri prodotti e sottoprodotti pronti per essere reinseriti nel mercato.

Questi aggregati trovano impiego come materie prime seconde in ambiti cruciali dell'ingegneria civile: dalla realizzazione di calcestruzzi e malte (conformi alle norme UNI EN 12620 e 13139) alla creazione di miscele bituminose e sottofondi stradali, ferroviari o aeroportuali. La capacità di chiudere il ciclo sul territorio non solo riduce i costi economici e ambientali legati al trasporto, ma concretizza i principi dell'economia circolare, offrendo all'industria delle costruzioni materiali certificati e sostenibili.


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