Riciclo, la crisi italiana delle materie plastiche al Parlamento europeo
Regis (Assorimap): Confidiamo nell'Europa per le soluzioni che aspettiamo da tempo.

“L'Italia è l'esempio più concreto di quello che sta succedendo al riciclo della plastica in tutta Europa. Confidiamo che la Ue riesca a trovare le soluzioni che aspettiamo da tempo”. Lo dichiara Walter Regis, presidente di Assorimap – Associazione nazionale riciclatori e rigeneratori di materie plastiche, aderente a Confimi Industria – a margine dell'evento “Sovranità industriale europea: crisi e opportunità nel riciclo delle materie plastiche - Il caso italiano”, organizzato oggi al Parlamento Europeo in collaborazione con Plastics Recyclers Europe.
I numeri danno la misura di quanto sia urgente agire: 460 kilotonnellate di capacità di riciclo perse solo nel 2025, e un’industria nazionale che dal 2021 ha visto crollare gli utili dell’87%. È con questo bagaglio che Assorimap oggi a Bruxelles, ospite dell’onorevole Elena Donazzan, prova a tradurre una crisi industriale in richieste politiche concrete.
Un settore che dalla crisi annunciata nel novembre scorso non può permettersi ulteriori rinvii. “La presenza al Parlamento europeo è un segnale chiaro: quella del riciclo della plastica non è una crisi congiunturale, ma il risultato di anni di distorsioni di mercato, concorrenza sleale e mancata armonizzazione normativa a livello UE”, spiega Regis.
Al centro della tavola rotonda, il Circular Economy Act. “L’Europa vuole creare un’economia circolare per la plastica, ma troppo spesso applicazione e controlli sono deboli e i risultati non arrivano. Le aziende europee sostengono i costi per essere conformi alle normative, poi si scontrano con prodotti extra Ue che quei costi non li hanno”, dice Paolo Glerean, consigliere delegato per le relazioni con la Ue di Assorimap.
Glerean elenca le richieste portate al dibattito: “Mancano, codici doganali dedicati per distinguere il riciclato dal vergine e fermare le importazioni sleali, criteri armonizzati per la definizione di fine rifiuto e sistemi EPR coordinati e orientati alla circolarità. Servono, requisiti premiali per il contenuto di riciclato made in Europe, accesso agli aiuti energetici per tutta la filiera, incentivi fiscali e semplificazione normativa”.
Assorimap ha inoltre sollecitato un anticipo al 2027 degli obblighi di contenuto minimo di plastica riciclata negli imballaggi, obiettivi che il Regolamento PPWR fissa attualmente al 2030.
“Il Circular Economy Act è l'ultima finestra utile. Se la perdiamo, non stiamo solo perdendo un settore industriale, stiamo smantellando l’unico comparto, quello del riciclo delle plastiche, che può rendere reale la transizione circolare europea”, conclude Regis.







