Il nuovo polo tecnologico di SABAR a Novellara per il riciclo dei rifiuti ingombranti e dei PFU
Un impianto peculiare realizzato da PAL, dotato di tecnologie avanzate, per recuperare e dare nuova vita ai materiali contenuti nei rifiuti ingombranti, negli pneumatici fuori uso e nelle plastiche rigide.

Un investimento complessivo di 20 milioni di euro, sostenuto per 12 milioni dalle risorse del PNRR gestite da ATERSIR per la Regione Emilia-Romagna, ha dato vita al più importante intervento nel settore dei rifiuti finanziato dal Piano sul territorio regionale. Presso la sede di Novellara, SABAR ha realizzato un impianto all'avanguardia per il recupero e la valorizzazione dei materiali contenuti nei rifiuti ingombranti, nelle plastiche rigide e negli pneumatici fuori uso (PFU).
La struttura vanta una capacità di trattamento complessiva di 33.000 tonnellate all’anno, di cui 7.000 tonnellate dedicate agli pneumatici fuori uso e 5.000 tonnellate alle plastiche rigide. Per la filiera dei rifiuti ingombranti, il nuovo polo segna un salto di qualità senza precedenti: la quota di materia recuperata passa dal precedente 5% fino a un tasso di riciclo effettivo del 20-25% del totale conferito, riducendo al minimo le frazioni destinate a smaltimento o incenerimento. Per quanto riguarda i PFU, l'impianto è in grado di trattare pneumatici di diverse dimensioni e provenienze, dai copertoni per biciclette fino agli pneumatici di autovetture, camion e trattori. L'unicità di questo impianto è che può trattare sia PFU che plastiche, utilizzando il mulino e la parte di aspirazione finale per entrambe le tipologie. Nel comparto degli pneumatici, il ciclo separa con precisione acciaio armonico, fibre tessili e gomma, ricavando granulo e polverino pronti per essere reimpiegati nella produzione di asfalti modificati, pavimentazioni sportive, piste di atletica e arredi urbani.
Progettata da PAL Green Division, l'architettura impiantistica si distingue per un'infrastruttura fortemente automatizzata, concepita per garantire continuità operativa ed elevati standard di sicurezza. La movimentazione interna si avvale di 30 nastri trasportatori a tappeto in gomma e 3 nastri a tapparelle. Il flusso dei materiali in ingresso viene gestito su due linee indipendenti: la prima intercetta direttamente le plastiche rigide per estrarne i polimeri nobili, mentre la seconda tratta i rifiuti ingombranti attraverso una triturazione preliminare che riduce la pezzatura a 400-450 mm. La separazione primaria prosegue poi attraverso un vaglio rotante, un separatore aeraulico, deflettori magnetici per i metalli ferrosi e un sistema a correnti parassite (ECS) per l'alluminio e i metalli non ferrosi.
Il cuore ad alta tecnologia dell'impianto risiede nella sezione di raffinazione e cernita di precisione. Qui operano 4 Selettori Ottici NIR proprietari progettati da PAL: grazie a camere ad infrarossi ad alta risoluzione, il primo selettore isola la componente lignea, il secondo e il terzo estraggono il Polipropilene (PP) e il Polietilene (PE), mentre il quarto separa il film plastico. In parallelo, all'interno della cabina di selezione entra in gioco l'Intelligenza Artificiale legata alla robotica: due manipolatori antropomorfi individuano ed estraggono ad alta velocità gli oggetti in plastica rigida con pezzatura superiore ai 300 mm, riducendo gli interventi manuali più gravosi per gli operatori. L'output viene raccolto in 6 bunker automatizzati suddivisi per lotti omogenei (legno, metalli ferrosi, alluminio, carta, cartone, film e polimeri PP/PE), prima di essere compattato da una pressa imballatrice con capacità superiore a 13,3 tonnellate all'ora in balle da 1.100x1.100 mm.
La movimentazione dei materiali è affidata ai caricatori Sennebogen consegnati a SABAR da Cesaro Mac Import, fornitore di fiducia dell’azienda reggiana con cui collabora da diversi anni.
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