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Metfer: il nuovo impianto Panizzolo per un riciclo efficiente

Metfer: il nuovo impianto Panizzolo per un riciclo efficiente

Ogni impianto di trattamento nasce per rispondere a un’esigenza precisa, ma la vera sfida è progettarlo perché possa evolvere nel tempo.

Una necessità particolarmente evidente nel settore del recupero dei rottami metallici, dove materiali, mercati e tecnologie cambiano rapidamente e la capacità di adattamento diventa quindi decisiva per mantenere competitività.

In questo contesto si inserisce il nuovo impianto sviluppato da Panizzolo Recycling Systems per Metfer S.r.l., progettato per integrare elevate prestazioni operative e una gestione evoluta del processo, rendendo il trattamento più efficiente e misurabile.

Una crescita condivisa

Fondata nel 1992 da Michele Montrone, proseguendo l’attività avviata dal padre nel 1973, Metfer è una storica realtà italiana specializzata nella lavorazione, nel trasporto e nel commercio di metalli misti e motori elettrici. Oggi l’azienda è parte di un gruppo con più sedi operative in Friuli-Venezia Giulia e una presenza consolidata sul mercato italiano e internazionale.
La collaborazione con Panizzolo non nasce oggi: Metfer era già dotata di un impianto equipaggiato con un mulino a martelli Flex 1000 Mobile, una soluzione che ha contribuito in modo concreto allo sviluppo dell’azienda. Con l’evoluzione delle esigenze produttive, è emersa la necessità di compiere un ulteriore salto di qualità. Da qui la decisione di affidarsi nuovamente a Panizzolo per sviluppare un nuovo progetto impiantistico, pensato per sostenere la crescita futura e migliorare ulteriormente le prestazioni operative.

Il controllo del processo come leva di valore

Il nuovo impianto nasce con un duplice obiettivo: incrementare la produttività e introdurre un sistema strutturato di monitoraggio delle rese, capace di fornire dati continui e oggettivi sull’intero processo.
Nel trattamento dei metalli misti e dei motori elettrici, la redditività dell’impianto non dipende esclusivamente dalla quantità di materiale lavorato, ma dalla capacità di massimizzare il valore estratto da ogni lotto. Senza un controllo puntuale dei parametri operativi e delle rese, diventa difficile valutare con esattezza l’efficacia del processo e il reale ritorno sull’investimento. Come sottolinea Diego Montrone, co-proprietario di Metfer: «la crescita oggi è legata alla comprensione e al controllo del processo: solo così è possibile capire dove si genera valore e come possiamo rendere la lavorazione più efficiente e redditizia.»

La macinazione fa la differenza

Cuore del nuovo impianto è il mulino a martelli Mega, scelto per le sue elevate prestazioni e per il ruolo strategico che la macinazione riveste all’interno del ciclo di trattamento. Spesso considerata una fase intermedia, la macinazione in realtà determina la qualità di tutto il processo. In quest’ottica, il mulino Mega consente di affrontare con maggiore continuità e affidabilità la lavorazione di metalli misti, adattandosi a materiali e flussi diversi. L’impianto è inoltre dotato di un’area di selezione e separazione progettata per valorizzare al massimo le prestazioni e già predisposta per l’integrazione di futuri upgrade tecnologici.

Prisma: il vero upgrade

A cambiare le regole del processo è Prisma, il software sviluppato internamente da Panizzolo per offrire una visione centralizzata e immediata dell’intero processo. La logica operativa nasce dall’esperienza diretta maturata da Panizzolo nella gestione degli impianti di trattamento, dove l’analisi continua dei dati rappresenta uno strumento fondamentale per ottimizzare qualità, prestazioni e resa produttiva. Un know-how consolidato che l’azienda ha tradotto in una soluzione strutturata, trovando proprio nel progetto Metfer il contesto ideale per applicarla su scala industriale.

Il fulcro del sistema è la gestione avanzata dei lotti, che consente di tracciare ogni lavorazione lungo tutto il ciclo produttivo, registrando parametri operativi, rese e consumi energetici. Attraverso il monitoraggio, Prisma consente di mantenere il pieno controllo della produzione, riducendo i tempi di verifica e migliorando la capacità di intervento in caso di anomalie o inefficienze. Tutti i dati vengono automaticamente raccolti e storicizzati: dagli assorbimenti elettrici dei quadri, fino ai flussi di materiale e agli eventi di allarme, permettendo analisi retrospettive e confronti oggettivi nel tempo.

Come evidenzia Francesco Ruggiero, Responsabile Progettazione Automazione Panizzolo, «il dato tecnico diventa uno strumento concreto di controllo della produzione, della qualità e della redditività, permettendo di misurare in modo puntuale l’efficienza del processo e il ritorno sull’investimento.»

In questo modo, Prisma aiuta l’azienda a valutare in modo oggettivo la sostenibilità economica delle diverse lavorazioni, passando da una gestione prevalentemente basata sull’esperienza a un modello in cui le decisioni operative e strategiche sono supportate da dati oggettivi.

Tecnologia che guarda al futuro

L’impianto realizzato per Metfer mostra come la progettazione impiantistica debba oggi andare oltre l’esigenza immediata. L’approccio adottato da Panizzolo parte dalla consapevolezza che ogni impianto è destinato a operare in un contesto dinamico, dove mercati, normative e materiali cambiano rapidamente. In questo scenario, accompagnare il cliente significa mettere a disposizione non solo tecnologia, ma anche esperienza, visione e strumenti capaci di supportare scelte consapevoli lungo tutto il ciclo di vita dell’impianto.

Un principio che, come sottolinea Mauro Panizzolo, titolare e Sales Manager, guida da sempre l’azienda: «progettare un impianto significa pensare non solo a come deve funzionare oggi, ma soprattutto immaginare la sua evoluzione nel tempo. Il nostro obiettivo è affiancare i clienti nel loro percorso di crescita, aiutandoli a costruire soluzioni che mantengano valore nel lungo periodo».

Verso IFAT 2026: l’innovazione Panizzolo in primo piano

Guardare all’evoluzione degli impianti significa anche spingere costantemente i confini dell’innovazione tecnologica. È con questa prospettiva che Panizzolo sta intensificando le attività del proprio reparto di ricerca e sviluppo, sviluppando nuove tecnologie pensate per anticipare le esigenze operative del settore. Questo slancio innovativo sarà al centro della partecipazione alla prossima edizione di IFAT Monaco, dove l’azienda presenterà alcune importanti novità.

Tra queste, due nuovi sistemi di macinazione progettati per tradurre gli standard qualitativi Panizzolo in soluzioni più essenziali e mirate, affiancati da una nuova linea di nastri trasportatori sviluppata secondo una logica modulare. A completare le novità, un separatore di ultima generazione dotato di algoritmi di intelligenza artificiale, capace di portare le operazioni di selezione a un livello superiore di precisione e automazione.

Innovazioni che confermano la direzione intrapresa: sviluppare tecnologie capaci di accompagnare l’evoluzione degli impianti e delle esigenze del settore del riciclo dei metalli.

Scopri di più su panizzolo.com

 


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