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Demolizioni Vele Scampia: rimarrà solo la Vela Celeste

Terminati gli sgomberi delle Vele di Scampia a Napoli, si procede ora con la demolizione di due Vele e alla ristrutturazione profonda dell’unica Vela che non sarà demolita.

Demolizioni Vele Scampia: rimarrà solo la Vela Celeste

Con l’inizio del 2025 si è completato lo sgombero delle Vele di Scampia a Napoli. L’area sarà ora interessata dalle demolizioni e dalla costruzione dei nuovi alloggi, come previsto dal progetto ReStart Scampia rimodulato nei tempi rispetto alle fasi inizialmente previste. Le operazioni, già programmate dall’Amministrazione del sindaco Gaetano Manfredi al momento dell'insediamento, hanno subito un’accelerazione a seguito del crollo verificatosi il 22 luglio scorso nella Vela Celeste nel quale persero la vita tre persone e altre 11 rimasero ferite.

Il progetto prevede l’abbattimento della Vela Rossa e della Vela Gialla per far spazio alle nuove costruzioni, mentre la Celeste verrà profondamente ristrutturata e destinata ad accogliere principalmente servizi pubblici. Per realizzare l’intervento, il Comune attingerà al PNRR, a fondi PON e a risorse del Fondo Periferie stanziato dal Governo Renzi e precedentemente non utilizzato. 

Il 10 marzo 2025 è iniziato l'abbattimento della Vela gialla, mentre il 17 dicembre è iniziata la demolizione della Vela Rossa. La conclusione dei lavori è prevista per marzo 2026.

Le Vele di Scampia erano un complesso di sette edifici progettati dall’architetto Francesco Di Salvo. I primi quattro edifici sono stati demoliti nel 1997, 2000, 2003, 2020. A febbraio 2020 è stata demolita la Vela verde; nel cantiere è stata utilizzata anche la pinza da demolizione primaria VTN modello HP 16

Complessivamente, sono circa duemila le persone che hanno lasciato le abitazioni in attesa della realizzazione delle nuove case.

In contemporanea con le demolizioni sono in corso i lavori per la realizzazione delle nuove case che verranno consegnate, una volta ultimate, alle famiglie che vivevano all’interno dei fabbricati realizzati tra gli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso.

Fonte Foto: Comune di Napoli


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