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Depurazione delle acque: le criticità maggiori in Sicilia, Calabria, Lombardia e Campania

La Commissione Ecomafie ha ascoltato il Ministro dell'Ambiente Sergio Costa in merito al tema della gestione delle acque reflue in Italia e alle relative irregolarità e procedure di infrazione.

Depurazione delle acque: le criticità maggiori in Sicilia, Calabria, Lombardia e Campania

Secondo quanto riferito, l’Italia ha 3.114 agglomerati con carico generato pari a circa 77 milioni di abitanti equivalenti. Il Ministro ha dichiarato che le criticità ancora presenti sul territorio nazionale hanno determinato dal 2004 l’avvio da parte della Commissione europea di quattro procedure di infrazione (Cause C 251/17, C 85/1 – entrambe oggetto di Sentenza di condanna da parte della Corte di giustizia dell’Unione Europe – Causa C 668/19 e il Parere motivato 2017/2181). Costa ha spiegato che il contenzioso comunitario interessa oltre 900 agglomerati (circa il 30% del totale) per un carico generato di poco più di 29 milioni di abitanti equivalenti. Le regioni maggiormente interessate dalle criticità, secondo quanto riferito dal Ministro, sono Sicilia (251 agglomerati per quasi 7 milioni di abitanti equivalenti), Calabria (188 agglomerati per poco più di 3 milioni di abitanti equivalenti), Lombardia (130 agglomerati per oltre 5 milioni di abitanti equivalenti) e Campania (117 agglomerati per quasi 5 milioni di abitanti equivalenti).

Costa ha spiegato che sono 4 le procedure di infrazione avviate dall’Unione europea contro l’Italia per la mancanza di depuratori e che per superare queste procedure, nel 2016 è stato istituito un commissario straordinario unico per la depurazione a livello nazionale, che ha sostituito gli 11 commissari pre-esistenti.

“Il 22 maggio scorso a questa carica è stato nominato Maurizio Giugni – ha affermato -, che ha sostituito Enrico Rolle”. “Ad oggi – ha affermato Costa - tutte le procedure d’infrazione in materia di acque reflue urbane sono oggetto di Commissariamento e tutti gli interventi sono in capo al Commissario Straordinario Unico come Soggetto attuatore o coordinatore degli stessi”. “Negli ultimi due anni – ha spiegato Costa – siamo riusciti ad abbassare di 7 milioni le sanzioni”.

In merito alle risorse finanziarie stanziate per gli interventi di adeguamento degli impianti di depurazione, il Ministro ha dichiarato che dal 2012 sono state messe a disposizione attraverso vari strumenti finanziari oltre 3 miliardi di euro per la quasi completa copertura finanziaria degli interventi oggetto delle due sentenze di condanna e l’assegnazione di risorse anche per diversi interventi oggetto delle due restanti procedure. Altri 303 milioni sono stati stanziati a valere sulla Legge di Bilancio 2019, e ulteriori richieste sono state presentate in riferimento alla legge di Bilancio 2020.

Il Ministro da inoltre fornito informazioni di dettaglio sulla situazione della Sicilia. Secondo quanto riferito, gli agglomerati in procedura di infrazione con carico generato a partire da 2.000 abitanti equivalenti sono 251 sui 336 totali, pari al 73% degli agglomerati complessivi.

Sul tema della eventuale presenza del virus COVID-19 nelle acque reflue, facendo riferimento alle analisi effettuate dall’Istituto Superiore di Sanità, ha spiegato che le correnti pratiche di depurazione sono generalmente efficaci nell’inattivazione del virus. Il ministro ha inoltre evidenziato che la mancanza o inefficienza dei servizi di depurazione potrebbero comportare la diffusione di COVID-19 nell’ambiente. Il Ministro ha dichiarato che le autorità di sorveglianza dovranno incentrare ogni attenzione sulla possibile esistenza di emissioni e scarichi illeciti di reflui da abitazioni e nuclei urbani.

Sui rischi di contagio di Covid 19 dalle acque di scarico il Ministro, citando l’Iss, ha dichiarato che “la fase finale di disinfezione consente di ottimizzare le condizioni di rimozione integrale, prima che le acque depurate siano rilasciate nell'ambiente. Disposizioni specifiche sono state elaborate anche per la gestione dei fanghi di depurazione nell'ambito della fase emergenziale di pandemia".

"L'analisi di rischio di esposizione a Sars-CoV-2 attraverso l'acqua e i servizi igienici - ha concluso - indica che sussistono elevati livelli di protezione della salute”.


Minini